BIO

 

Arte. Danza. Design. Letteratura. Antropologia.

Posso dire di esser stata una bimba timidissima. Non ho mai disdegnato la solitudine, perché mi concedeva ampi spazi per coltivare il mio mondo fantasioso

Della danza mi ha sempre affascinato ciò che lo spettatore non può vedere in scena: la creazione dei pezzi, le prove generali, l’odore del palco e della pece, la polvere che si vede volare illuminata dalle luci di scena. 

Ciò a cui aspiravo era la composizione coreografica: arrivare ad avere gli strumenti e la conoscenza per creare qualcosa di mio, qualcosa che raccontasse chi sono. Il corpo umano come una tela bianca, con il movimento a fare da inchiostro.

Ho sempre ritenuto i limiti come un vestito troppo stretto. Dopo qualche tempo, non puoi fare a meno di strappartelo di dosso.

Per questo sono uscita dai limiti della tela, indagando il luogo in cui il corpo umano si muove, quello spazio intorno che può diventare il prolungamento di una storia, l’esaltazione di un concetto, la forma di un’emozione.

Nasce così il mio amore per il design e per l’allestimento scenografico. Un amore che, per mia fortuna, occupa una parte consistente del mio tempo e del mio lavoro.

Arte. Danza. Design. Letteratura. Antropologia.

Questo è tutto ciò che sono. Tutto ciò che posso e voglio essere.

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